Il giallo dei Sibillini: la misteriosa morte della baronessa Jeanette de Rothschild
Il giallo dei Sibillini è uno dei cold case più inquietanti e misteriosi della cronaca italiana. Nel novembre del 1980 Jeanette Bishop de Rothschild, ex moglie del banchiere Evelyn de Rothschild, e la sua amica Gabriella Guerin scomparvero improvvisamente tra le montagne marchigiane. I loro corpi vennero ritrovati oltre un anno dopo, ma le circostanze della loro morte non sono mai state chiarite. Tra piste che conducono all’alta società internazionale, collegamenti con il furto alla casa d’aste Christie’s, presunti legami con Roberto Calvi e nuovi sviluppi investigativi, il giallo dei Sibillini continua ancora oggi ad alimentare dubbi e interrogativi.
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Il fascino oscuro dei Monti Sibillini
Esistono luoghi che sembrano custodire segreti antichi, territori in cui storia e leggenda si intrecciano fino a diventare indistinguibili. I Monti Sibillini sono uno di questi.
Da secoli questa catena montuosa, sospesa tra Marche e Umbria, è avvolta da un’aura di mistero. Qui, secondo le cronache medievali, dimorava la Sibilla Appenninica, enigmatica profetessa capace di predire il futuro e circondata da un seguito di fate seducenti. Poco distante si trova il Lago di Pilato, considerato fin dal Medioevo un luogo maledetto, teatro di rituali esoterici e pratiche di negromanzia.
È proprio in questo scenario, già permeato di inquietudine e superstizione, che prende forma uno dei più celebri casi irrisolti italiani.
Chi era Jeanette de Rothschild
Jeanette Bishop nacque il 2 gennaio 1940 nel Kent, in Inghilterra. La sua infanzia fu segnata molto presto dalla tragedia: il padre, sergente dell’esercito britannico, morì mentre disinnescava una bomba quando Jeanette era ancora una bambina.
Non proveniva da una famiglia facoltosa e trascorse parte della sua infanzia in convento. Eppure la sua bellezza e il suo carattere le permisero di costruirsi rapidamente una carriera nel mondo dello spettacolo, prima come modella e poi come presentatrice televisiva.
Fu proprio la notorietà a farle incontrare Evelyn de Rothschild, erede di una delle più potenti dinastie bancarie del mondo. Il matrimonio celebrato nel 1966 la proiettò nell’élite internazionale. Jeanette iniziò a frequentare aristocratici, collezionisti, reali e grandi case d’asta europee, sviluppando una profonda passione per l’antiquariato e il design d’interni.
Anche dopo il divorzio, avvenuto nel 1971, continuò a utilizzare il cognome Rothschild, ormai sinonimo di prestigio e accesso ai circoli più esclusivi.
Nel 1977 sposò l’avvocato Stephen May, ma la sua passione per gli immobili storici e gli oggetti d’epoca continuò a guidare molte delle sue scelte.
L’arrivo a Sarnano e gli strani incontri
Nel novembre del 1980 Jeanette raggiunse Sarnano insieme a Gabriella Guerin, amica fidata e collaboratrice.
Gabriella era originaria del Friuli e aveva conosciuto Jeanette in Inghilterra, dove lavorava come cuoca per la famiglia Rothschild. Tra le due si era instaurato un legame profondo, quasi familiare.
Lo scopo del viaggio era seguire il restauro di un casolare acquistato nella frazione di Schito, sulle colline marchigiane.
Il 29 novembre, ultimo giorno in cui le due donne furono viste vive, trascorse apparentemente in modo tranquillo. Jeanette e Gabriella incontrarono il geometra incaricato dei lavori, fecero acquisti in paese e visitarono alcuni edifici storici.
Tuttavia, numerosi testimoni riferirono particolari insoliti.
Le due donne sembravano aspettare qualcuno. Jeanette venne vista parlare in inglese al telefono e successivamente intrattenersi per circa venti minuti con un uomo elegante descritto come “un tipo da città “. Altri riferirono di aver notato un’auto di grossa cilindrata con targa straniera seguire la Peugeot 104 nera utilizzata dalle due donne.
Nessuno riuscì mai a identificare quell’uomo.
La scomparsa sui Monti Sibillini durante la tormenta
Nel tardo pomeriggio del 29 novembre, Jeanette e Gabriella lasciarono l’Hotel Ai Pini.
Da quel momento iniziò il mistero.
Esiste un vuoto temporale di circa due ore durante il quale nessuno riuscì a collocare con certezza i loro spostamenti. Un elemento considerato particolarmente anomalo dagli investigatori, soprattutto in un piccolo centro come Sarnano.
Quella stessa sera sui Sibillini si abbatté una delle peggiori tempeste di neve degli ultimi decenni. Strade interrotte, collegamenti difficili e interi paesi isolati.
La mattina seguente le due donne non erano rientrate in albergo.
Le ricerche iniziarono immediatamente.
Il ritrovamento dell’auto e il mistero di Villa Galloppa
Il 18 dicembre 1980 un elicottero dei carabinieri individuò finalmente la Peugeot 104 nera.
L’auto si trovava nei pressi di Acquacanina, quasi completamente sepolta dalla neve.
Ciò che colpì immediatamente gli investigatori fu l’assenza di qualsiasi segno di incidente o colluttazione. L’automobile era chiusa a chiave, perfettamente funzionante e ancora provvista di carburante.
Sembrava semplicemente parcheggiata.
I cani molecolari seguirono le tracce fino a Villa Galloppa, una casa abbandonata distante circa trecento metri.
All’interno gli investigatori trovarono resti di un fuoco recente, mobili bruciati, piatti sporchi e segni evidenti della presenza di qualcuno.
Le due donne avevano cercato rifugio lì?
E soprattutto: perché avrebbero abbandonato un riparo relativamente sicuro nel mezzo di una tormenta?
Il ritrovamento dei corpi e i dubbi sulle cause della morte
Per oltre un anno Jeanette e Gabriella sembrarono svanite nel nulla.
Il 27 gennaio 1982 due cacciatori rinvennero resti umani nel bosco di Podalla di Fiastra, a decine di chilometri dal luogo in cui era stata trovata l’auto.
L’identificazione fu possibile grazie agli effetti personali e agli esami dentari.
Le condizioni dei resti resero però impossibile stabilire con certezza la causa della morte. Mancavano infatti il cranio e gran parte delle vertebre cervicali.
Alcuni elementi alimentarono immediatamente il sospetto di un duplice omicidio.
Secondo alcune analisi, i corpi potrebbero non essere morti nel luogo del ritrovamento, ma essere stati trasportati lì successivamente. Inoltre appariva estremamente improbabile che due donne vestite con abiti da città avessero potuto percorrere a piedi una distanza così lunga in condizioni climatiche estreme.
Ancora oggi questo resta uno degli aspetti più controversi dell’intera vicenda.
Le piste più controverse del giallo dei Sibillini
Con il passare degli anni il caso assunse contorni sempre più oscuri.
Pochi giorni dopo la scomparsa delle due donne, una clamorosa rapina alla casa d’aste Christie’s di Roma portò alla luce inquietanti coincidenze. Alcuni telegrammi anonimi sembrarono collegare Jeanette alla vicenda.
Successivamente emersero possibili legami con l’antiquario Sergio Vaccari, assassinato a Londra nel 1982, e persino con il caso Roberto Calvi.
Negli anni vennero formulate ipotesi che coinvolgevano sequestri di persona, traffici d’arte internazionali, ambienti finanziari opachi e persino presunti collegamenti con il Vaticano.
Nessuna di queste piste ha mai trovato conferme definitive.
La riapertura delle indagini nel 2024
Per decenni il fascicolo rimase archiviato come morte accidentale.
Tuttavia, il primo novembre 2024 la Procura di Macerata ha deciso di riaprire ufficialmente il caso ipotizzando il reato di duplice omicidio.
Nuovi testimoni sono stati ascoltati e una misteriosa fonte interna, definita da alcuni come una “gola profonda”, avrebbe fornito elementi inediti agli investigatori.
Dopo oltre quarant’anni, il giallo dei Sibillini potrebbe non aver ancora raccontato tutta la sua verità .
Giallo dei Sibillini: incidente o duplice omicidio?
Cosa spinse davvero Jeanette de Rothschild e Gabriella Guerin a salire verso la montagna la sera del 29 novembre 1980?
Perché lasciarono l’auto perfettamente funzionante?
Chi era l’uomo misterioso incontrato poche ore prima della scomparsa?
E soprattutto: le due donne morirono davvero assiderate o qualcuno le uccise, facendo poi sparire i loro corpi?
A più di quarant’anni di distanza, il giallo dei Sibillini continua a restare uno dei più affascinanti e inquietanti misteri della cronaca italiana.
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