chi erano le vittime dello zodiac killer

Le vittime dello Zodiac Killer: il terrore in California

Tra il 1968 e il 1969 una serie di omicidi sconvolse la California del Nord. Le vittime dello Zodiac Killer furono giovani coppie e un tassista di San Francisco, attaccati senza apparente motivo. Gli omicidi, uniti alle lettere e ai codici inviati ai giornali, trasformarono il caso in uno dei misteri criminali più famosi della storia americana. Ancora oggi quegli attacchi restano ufficialmente irrisolti.
La storia dello Zodiac è lunga, complicata e costellata di molte teorie. Se hai voglia di addentrarti in questo rabbit hole che attrae gli appassionati di true crime da generazioni, ti consigliamo il libro Oltre la nebbia del tempo. Zodiac Killer: un’analisi alternativa, di Paolo Gennari, disponibile su Amazon (link affiliato).

I primi omicidi attribuiti allo Zodiac Killer

La storia dello Zodiac Killer iniziò nella notte del 20 dicembre 1968, quando due adolescenti furono uccisi in una zona isolata vicino a Vallejo, in California.

Le vittime erano David Faraday, diciassette anni, e Betty Lou Jensen, sedici anni. I due ragazzi si erano fermati con l’auto in una strada poco frequentata chiamata Lake Herman Road. Quella sera stavano semplicemente trascorrendo del tempo insieme.

Qualcuno si avvicinò alla loro macchina.

Pochi minuti dopo entrambi furono colpiti da diversi colpi di arma da fuoco.

All’epoca nessuno parlava ancora di Zodiac Killer. L’omicidio sembrava uno dei tanti casi irrisolti che purtroppo accadono nelle periferie americane.

All’epoca nessuno parlava ancora di Zodiac Killer. L’omicidio sembrava uno dei tanti casi irrisolti che purtroppo accadono nelle periferie americane.

L’attacco a Blue Rock Springs

Il 4 luglio 1969 lo stesso scenario si ripeté a pochi chilometri di distanza.

Una coppia di giovani, Darlene Ferrin e Michael Mageau, si trovava in un parcheggio della zona di Blue Rock Springs Park, sempre vicino a Vallejo.

Un uomo si avvicinò all’auto.

All’inizio sembrava un semplice controllo di routine. Poi improvvisamente estrasse una pistola e iniziò a sparare all’interno della vettura.

Darlene Ferrin, ventidue anni, morì poco dopo a causa delle ferite. Michael Mageau sopravvisse all’attacco, anche se gravemente ferito.

Fu proprio Mageau a fornire una delle prime descrizioni dell’assassino.

Poco tempo dopo l’aggressione, qualcuno telefonò alla polizia rivendicando il crimine. La voce al telefono dichiarò di essere responsabile sia dell’attacco appena avvenuto sia dell’omicidio dei due adolescenti del dicembre precedente.

Poco tempo dopo l’aggressione, qualcuno telefonò alla polizia rivendicando il crimine. La voce al telefono dichiarò di essere responsabile sia dell’attacco appena avvenuto sia dell’omicidio dei due adolescenti del dicembre precedente.
Era la prima volta che il killer collegava tra loro i delitti.

L’aggressione al lago Berryessa

Il 27 settembre 1969 lo Zodiac colpì ancora, ma questa volta il suo modus operandi cambiò.

Due studenti universitari, Bryan Hartnell e Cecelia Shepard, stavano facendo un picnic sulle rive del Lake Berryessa, una zona tranquilla circondata da colline.

Un uomo si avvicinò indossando un cappuccio nero con il disegnato sul petto.

simbolo zodiac killer

A differenza degli attacchi precedenti, il killer non utilizzò immediatamente un’arma da fuoco. Parlò con le vittime e disse di essere un evaso che aveva bisogno della loro auto per fuggire.
Poi li legò.

Poco dopo iniziò ad accoltellarli ripetutamente.

Bryan Hartnell riuscì a sopravvivere nonostante le ferite. Cecelia Shepard morì due giorni dopo in ospedale.

Prima di lasciare la scena del crimine, l’aggressore scrisse sullo sportello dell’auto delle vittime la data degli attacchi precedenti, firmando con il simbolo dello Zodiac.
Era una firma.

L’omicidio del tassista Paul Stine

L’ultimo omicidio ufficialmente attribuito allo Zodiac Killer avvenne l’11 ottobre 1969 nel quartiere Presidio Heights di San Francisco.

La vittima era Paul Stine, un tassista di ventinove anni.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il killer salì sul taxi come un normale cliente. Quando l’auto si fermò vicino alla destinazione indicata, l’uomo estrasse una pistola e sparò al conducente alla testa.

Alcuni testimoni videro l’assassino uscire dal veicolo e allontanarsi a piedi.

Pochi giorni dopo il San Francisco Chronicle ricevette una lettera firmata Zodiac. All’interno c’era un frammento della camicia insanguinata di Paul Stine.

Era la prova definitiva che collegava il killer alla corrispondenza inviata ai giornali.

Possibili vittime non confermate

Nel corso degli anni alcuni investigatori hanno ipotizzato che lo Zodiac Killer potesse essere responsabile di altri omicidi oltre a quelli ufficialmente collegati al caso.

Diversi delitti avvenuti in California negli stessi anni presentavano alcune somiglianze con gli attacchi dello Zodiac, come aggressioni a coppie isolate o omicidi apparentemente casuali.

Tuttavia nessuna di queste teorie è mai stata confermata con prove definitive.

Per questo motivo gli investigatori continuano a considerare ufficialmente cinque vittime attribuite con certezza al killer: David Faraday, Betty Lou Jensen, Darlene Ferrin, Cecelia Shepard e Paul Stine.

Un caso che continua a ossessionare gli investigatori

Gli omicidi attribuiti allo Zodiac Killer sono pochi rispetto ad altri serial killer della storia americana.

Eppure il caso continua a essere studiato e discusso ancora oggi.

Il motivo è semplice.
L’assassino non è mai stato identificato.

Le vittime dello Zodiac Killer sono diventate il simbolo di uno dei misteri criminali più famosi del Novecento. Nonostante decenni di indagini, lettere criptate e sospettati, il nome dell’uomo responsabile di quegli attacchi resta ancora sconosciuto.

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