Il mistero dello Zodiac Killer: la storia completa del serial killer
Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta un misterioso assassino terrorizzò la California del Nord. Si faceva chiamare Zodiac Killer e inviava lettere criptate ai giornali, firmandosi con un simbolo destinato a diventare uno dei più inquietanti della storia criminale. Nonostante decenni di indagini, sospetti e nuove analisi del DNA,l’identità dello Zodiac Killer non è mai stata confermata. Questa è la storia completa del caso che continua a ossessionare investigatori, giornalisti e appassionati di true crime.
La storia dello Zodiac è lunga, complicata e costellata di molte teorie. Se hai voglia di addentrarti in questo rabbit hole che attrae gli appassionati di true crime da generazioni, ti consigliamo il libro Oltre la nebbia del tempo. Zodiac Killer: un’analisi alternativa, di Paolo Gennari, disponibile su Amazon (link affiliato).
L’inizio degli omicidi che sconvolsero la California
La storia dello Zodiac Killer cominciò ufficialmente il 20 dicembre 1968, quando due adolescenti furono trovati uccisi lungo una strada isolata chiamata Lake Herman Road, vicino alla città di Vallejo.
Le vittime erano David Faraday e Betty Lou Jensen, due ragazzi che quella sera avevano semplicemente parcheggiato la loro auto in una zona tranquilla per trascorrere del tempo insieme.
Qualcuno si avvicinò alla macchina.
Pochi minuti dopo entrambi furono colpiti da diversi colpi di arma da fuoco.
All’epoca gli investigatori non avevano motivo di collegare quell’omicidio a una serie di crimini. Sembrava semplicemente un tragico caso isolato.
Solo mesi dopo sarebbe diventato chiaro che quella notte rappresentava l’inizio di uno dei casi criminali più famosi del Novecento.
Se vuoi conoscere nel dettaglio la storia delle persone colpite dal killer e la ricostruzione degli attacchi, puoi leggere l’approfondimento dedicato alle vittime dello Zodiac Killer.
L’attacco di Blue Rock Springs
Il secondo attacco avvenne il 4 luglio 1969 nel parcheggio di Blue Rock Springs Park, sempre vicino a Vallejo.
Una giovane coppia si trovava in auto quando un uomo si avvicinò al veicolo.
Le vittime erano Darlene Ferrin e Michael Mageau. L’aggressore sparò diversi colpi all’interno dell’auto.
Darlene Ferrin morì poco dopo a causa delle ferite. Michael Mageau riuscì a sopravvivere e fu in grado di fornire una descrizione dell’assassino.
Poco dopo l’attacco qualcuno telefonò alla polizia locale.
La voce al telefono dichiarò di essere responsabile sia di quell’aggressione sia dell’omicidio dei due adolescenti avvenuto mesi prima.
Era la prima volta che gli investigatori capivano di trovarsi davanti a un serial killer.
“This is the Zodiac speaking”
Pochi giorni dopo l’attacco, tre giornali della California ricevettero lettere quasi identiche.
All’interno c’erano dettagli sugli omicidi che solo l’assassino poteva conoscere.
La lettera iniziava con una frase che sarebbe diventata una delle più famose nella storia del true crime:
“This is the Zodiac speaking.”
Il mittente si firmava con un simbolo semplice ma inquietante: un cerchio attraversato da una croce, simile al mirino di un’arma.
In quelle lettere il killer includeva anche un codice criptato, sostenendo che il messaggio avrebbe rivelato la sua identità.
Le lettere dello Zodiac Killer e i suoi cifrari sono diventati uno degli aspetti più affascinanti del caso.
Se vuoi analizzare nel dettaglio i messaggi inviati ai giornali e i codici decifrati nel corso degli anni, puoi leggere l’articolo dedicato alle lettere e ai codici dello Zodiac Killer.
L’attacco al lago Berryessa
Il 27 settembre 1969 lo Zodiac colpì di nuovo.
Due studenti universitari, Bryan Hartnell e Cecelia Shepard, stavano facendo un picnic sulle rive del Lake Berryessa.
Un uomo si avvicinò indossando un cappuccio nero con il simbolo dello Zodiac disegnato sul petto.
Disse alle vittime di essere un evaso e che aveva bisogno della loro auto per fuggire.
Poi li legò.
Subito dopo iniziò ad accoltellarli ripetutamente.
Bryan Hartnell riuscì a sopravvivere all’aggressione, mentre Cecelia Shepard morì due giorni dopo in ospedale.
Prima di lasciare la scena del crimine, l’assassino scrisse sullo sportello dell’auto delle vittime le date degli attacchi precedenti.
Era la sua firma.
L’omicidio del tassista Paul Stine
L’ultimo omicidio ufficialmente attribuito allo Zodiac Killer avvenne l’11 ottobre 1969 nel quartiere Presidio Heights di San Francisco.
La vittima era Paul Stine, un tassista di ventinove anni
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’assassino salì sul taxi come un normale cliente e chiese di essere portato in una zona residenziale della città.
Quando il veicolo si fermò, estrasse una pistola e sparò al conducente alla testa.
Alcuni testimoni videro l’assassino uscire dal taxi e allontanarsi a piedi.
Pochi giorni dopo il giornale San Francisco Chronicle ricevette una nuova lettera.
All’interno della busta c’era un frammento della camicia insanguinata di Paul Stine.
Era la prova definitiva che collegava le lettere al killer.
I codici criptati dello Zodiac Killer
Lo Zodiac non si limitava a rivendicare gli omicidi.
Amava creare enigmi.
Tra il 1969 e il 1974 inviò diversi messaggi contenenti cifrari criptati, alcuni dei quali sono rimasti irrisolti per decenni.
Uno dei codici più famosi, noto come Z340, è stato decifrato solo nel 2020 da un gruppo internazionale di ricercatori.
Il messaggio conteneva una frase provocatoria rivolta agli investigatori:
“I hope you are having lots of fun in trying to catch me.”
Molti altri codici, tuttavia, restano ancora oggi un mistero.
Le possibili identità dello Zodiac Killer
Fin dall’inizio delle indagini gli investigatori cercarono di identificare il killer.
Nel corso degli anni sono emersi numerosi sospettati.
Alcuni uomini sembravano corrispondere all’identikit del killer o avere collegamenti indiretti con il caso. Tra i nomi più citati nelle indagini figurano Arthur Leigh Allen, Lawrence Kane e altri possibili sospetti che vivevano nelle zone degli omicidi.
Tuttavia nessuno di loro è mai stato incriminato per i delitti dello Zodiac.
Se vuoi approfondire le teorie investigative e i principali sospettati emersi nel corso degli anni, puoi leggere l’articolo dedicato alle possibili identità dello Zodiac Killer.
Zodiac Killer: perché il caso è ancora irrisolto
Uno dei motivi principali per cui il caso Zodiac non è mai stato risolto è la mancanza di prove definitive.
Negli anni Sessanta le tecniche investigative erano molto più limitate rispetto a quelle moderne. Molti indizi raccolti all’epoca non possono essere analizzati con precisione oggi.
Inoltre lo Zodiac sembrava agire in modo estremamente imprevedibile.
Le sue vittime non avevano collegamenti tra loro e gli attacchi avvenivano in luoghi molto diversi. Questo rendeva quasi impossibile prevedere le sue mosse.
Il mistero dello Zodiac Killer continua ancora oggi
A più di cinquant’anni dagli omicidi, il caso dello Zodiac Killer continua a essere uno dei misteri criminali più discussi della storia.
Film, libri, documentari e podcast hanno raccontato la storia del killer e delle sue lettere criptate.
Ancora oggi investigatori e appassionati di true crime studiano i codici e gli indizi rimasti, nella speranza che nuove tecnologie possano finalmente rivelare il nome dell’assassino.
Fino a quel momento il volto dello Zodiac resterà nascosto dietro il simbolo con cui firmava i suoi messaggi.
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