Rodney Alcala: il serial killer del programma “The Dating Game”
Rodney Alcala è ricordato come uno dei serial killer più noti della storia criminale americana. Negli anni Settanta riuscì a partecipare a un popolare programma televisivo mentre era già sospettato di omicidio. Fotografo amatoriale e manipolatore estremamente abile, attirava le sue vittime con il fascino e la promessa di servizi fotografici. Dopo il suo arresto, la polizia scoprì centinaia di fotografie misteriose che ancora oggi potrebbero nascondere nuove vittime.
Chi era Rodney Alcala
Rodney James Alcala nacque nel 1943 a San Antonio, in Texas. Durante l’infanzia la famiglia si trasferì in California, dove trascorse gran parte della sua giovinezza.
Fin da giovane mostrò un’intelligenza notevole e una grande capacità di manipolare le persone. Studiò cinema alla UCLA e frequentò ambienti artistici, sviluppando una passione per la fotografia.
Chi lo incontrava spesso lo descriveva come affascinante, educato e colto. Proprio questa capacità di apparire gentile e rassicurante gli permise per anni di avvicinare donne e ragazze senza destare sospetti.
Dietro quella facciata si nascondeva però una personalità estremamente violenta.
Il primo arresto di Rodney Alcala
Il primo episodio grave avvenne nel 1968.
Alcala attirò una bambina di otto anni con il pretesto di farle alcune fotografie. La portò nel suo appartamento e la aggredì brutalmente.
La bambina sopravvisse solo grazie all’intervento di un passante che sentì le urla e chiamò la polizia.
La bambina sopravvisse solo grazie all’intervento di un passante che sentì le urla e chiamò la polizia.
Rodney Alcala riuscì però a fuggire.
Per anni visse sotto falso nome, lavorando persino in un campo estivo per bambini prima di essere finalmente rintracciato e arrestato.
Rodney Alcala: il killer del programma televisivo
L’episodio che rese Rodney Alcala famoso in tutto il mondo avvenne nel 1978.
In quell’anno partecipò come concorrente al programma televisivo The Dating Game, uno show molto popolare negli Stati Uniti.
Il meccanismo del programma era semplice: una donna doveva scegliere un appuntamento tra tre uomini basandosi sulle loro risposte a una serie di domande.
Rodney Alcala vinse la puntata: la concorrente in gara lo scelse come vincitore, ma dopo la registrazione rifiutò di uscire con lui perché lo trovava inquietante.
Quello che nessuno sapeva – però – era che in quel momento Alcala era già sospettato di diversi omicidi.
Il contrasto tra l’apparizione televisiva e i crimini che stava commettendo rese il caso ancora più assurdo quando la verità venne a galla.
Il modus operandi di Rodney Alcala
Rodney Alcala aveva un metodo molto preciso per avvicinare le vittime.
Si presentava come fotografo e offriva alle donne servizi fotografici gratuiti. Molte accettavano pensando che si trattasse di un buon affare e che l’uomo fosse innocuo.
Durante questi incontri, Alcala scattava numerose fotografie, spesso in luoghi isolati.
Secondo gli investigatori, alcune delle donne ritratte potrebbero essere state uccise poco dopo.
La sua personalità manipolatrice e la capacità di apparire affabile e carismatico gli permettevano di conquistare facilmente la fiducia delle persone.
Le vittime di Rodney Alcala
Rodney Alcala fu condannato per diversi omicidi commessi tra gli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.
Le vittime accertate sono almeno sette, ma gli investigatori ritengono che il numero reale potrebbe essere molto più alto.
Alcune stime parlano di oltre cento possibili vittime.
Il problema principale è che Alcala viaggiava molto e spesso cambiava identità, rendendo estremamente difficile collegare i casi tra loro.
Una delle vittime più note è Robin Samsoe, una bambina di dodici anni scomparsa nel 1979 mentre si trovava a Huntington Beach, in California. Robin stava andando a una lezione di danza quando sparì nel nulla. Il suo corpo fu ritrovato settimane dopo in una zona montuosa. Questo caso divenne uno dei punti centrali nei processi contro Alcala e portò alla sua condanna definitiva molti anni più tardi.
Un’altra vittima identificata è Jill Barcomb, una giovane donna di diciotto anni. Il suo corpo fu trovato nel 1977 in una zona collinare di Los Angeles. Era stata violentata e strangolata. L’omicidio rimase irrisolto per decenni fino a quando le prove del DNA permisero di collegarlo ad Alcala.
Nel 1978 fu uccisa Georgia Wixted, ventisettenne che viveva a Malibu. Il suo corpo venne ritrovato nel suo appartamento e l’omicidio rimase senza un responsabile per oltre trent’anni, finché le nuove tecnologie forensi non portarono di nuovo gli investigatori a Rodney Alcala.
Tra le vittime c’era anche Charlotte Lamb, una segretaria di trentadue anni il cui corpo venne scoperto vicino a una lavanderia a gettoni a El Segundo, in California. Era stata violentata e strangolata.
Jill Parenteau, ventunenne di Burbank, fu trovata morta nel 1979 nel suo appartamento. L’omicidio venne collegato ad Alcala solo molti anni dopo grazie alle analisi del DNA.
Le indagini hanno inoltre collegato Alcala all’omicidio di Cornelia Crilley, una giovane assistente di volo di ventitré anni trovata strangolata nel suo appartamento di Manhattan nel 1971. Anche in questo caso ci sono voluti decenni prima che gli investigatori riuscissero a stabilire un collegamento con il serial killer.
Un’altra vittima identificata è Ellen Hover, ventitré anni, scomparsa nel 1977 a New York. Il suo corpo non è mai stato ritrovato, ma le prove del DNA e le testimonianze hanno portato gli investigatori a ritenere Alcala responsabile della sua morte.
Questi sono solo i casi che è stato possibile collegare con certezza al killer. Tuttavia la polizia ha a lungo sospettato che Rodney Alcala potesse essere responsabile di molti altri omicidi.
Le fotografie misteriose
Uno degli aspetti più inquietanti dell’intera vicenda di Rodney Alcala emerse durante la perquisizione dei suoi oggetti personali.
Gli investigatori trovarono centinaia di fotografie di donne, ragazze a bambini.
Molti di questi scatti sembravano normali ritratti, ma in altre i soggetti apparivano spaventati o in situazioni ambigue.
Per anni la polizia ha cercato di identificare i soggetti presenti nelle foto, pubblicandole online e chiedendo aiuto alla popolazione.
In molti casi, le fotografie sono state riconosciute e le persone ritratte risultano vive. Altre, però, non sono mai state identificate.
Ed è proprio questo l’aspetto più disturbante di tutta la storia.
Il processo di Rodney Alcala
Rodney Alcala affrontò una lunga serie di processi nel corso degli anni.
Nel 2010 venne condannato a morte in California per l’omicidio della dodicenne Robin Samsoe.
Successivamente, altre indagini collegarono Alcala ad altri omicidi commessi negli Stati Uniti.
Anche dopo decenni dalle prime indagini, nuove prove continuarono ad emergere. Questo dimostra quanto fosse difficile ricostruire completamente la sua attività criminale.
La morte di Rodney Alcala
Rodney Alcala trascorse gli ultimi anni della sua vita nel braccio della morte.
Morì nel 2021 all’età di settantasette anni mentre era detenuto in un carcere della California.
Con la sua morte, molte domande sono rimaste senza risposta. Non è mai stato possibile – ad esempio – stabilire con certezza quante persone abbia ucciso.
Alcune delle fotografie ritrovare continuano ancora oggi a rappresentare uno dei misteri più oscuri della cronaca criminale americana.
Ogni caso nasconde un dettaglio inquietante. Vuoi scoprirne un altro?
🎲 Caso a sorpresa
Un commento