Ed Gein: la vera storia del killer che ispirò Psycho
Il nome di Ed Gein è diventato uno dei più disturbanti nella storia del true crime. Conosciuto comeil killer di Plainfield, questo uomo solitario del Wisconsin sconvolse l’America negli anni Cinquanta quando la polizia scoprì ciò che nascondeva nella sua casa isolata. La vicenda di Ed Gein non solo scioccò l’opinione pubblica, ma influenzò profondamente la cultura popolare, ispirando alcuni dei personaggi più celebri del cinema horror. Ancora oggi il suo caso è considerato uno dei più inquietanti mai documentati negli Stati Uniti.
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L’infanzia di Ed Gein e l’ombra della madre
Ed Gein nacque nel 1906 nello stato del Wisconsin e trascorse quasi tutta la sua vita nella piccola cittadina rurale di Plainfield. Fin da bambino crebbe in un ambiente familiare profondamente segnato dalla figura dominante della madre, Augusta Gein.
Augusta era una donna estremamente religiosa e severa. Credeva che il mondo fosse corrotto e che le donne fossero la fonte principale del peccato. Ogni giorno predicava ai figli lunghi sermoni sulla moralità, sulla punizione divina e sulla purezza. Ed e suo fratello Henry furono cresciuti praticamente isolati dal resto della comunità.
Augusta proibiva ai figli di avere amicizie e li teneva lontani dalla vita sociale. Ed sviluppò così una personalità introversa e timida, incapace di relazionarsi normalmente con gli altri.
Nel 1945, però, Augusta morì improvvisamente. Per Ed Gein fu uno shock devastante.
Molti investigatori ritengono che la morte della madre abbia rappresentato il momento decisivo nella trasformazione della sua mente.
La vita solitaria nella fattoria di Plainfield
Dopo la morte della madre, Ed Gein continuò a vivere nella vecchia fattoria di famiglia. Plainfield era una cittadina minuscola e isolata, dove tutti si conoscevano.
Gli abitanti del posto descrivevano Ed come una persona eccentrica ma apparentemente innocua. Faceva piccoli lavori occasionali, aiutava i vicini e talvolta faceva persino da babysitter per i bambini della zona.
Nessuno avrebbe mai immaginato che dietro quella figura timida si nascondesse qualcosa di profondamente disturbante.
Ed passava gran parte del suo tempo da solo nella fattoria. Leggeva riviste mediche, libri su anatomia, articoli su esperimenti scientifici e racconti macabri riguardanti mutilazioni e dissezioni.
Quelle letture, unite alla sua ossessione per la madre, avrebbero avuto un ruolo centrale negli eventi che seguirono.
Le misteriose sparizioni a Plainfield
Nel 1954 una donna molto conosciuta nella comunità, Mary Hogan, proprietaria di una taverna locale, scomparve improvvisamente.
La sua sparizione lasciò l’intera cittadina sotto shock. La polizia avviò diverse indagini, ma non riuscì a trovare prove sufficienti per individuare un responsabile.
Per anni il caso rimase irrisolto.
Tre anni più tardi, nel novembre del 1957, accadde qualcosa di simile. Questa volta a sparire fu Bernice Worden, proprietaria di un negozio di ferramenta di Plainfield.
Quando gli investigatori analizzarono i registri del negozio, notarono un dettaglio curioso: l’ultimo cliente registrato quel giorno era stato proprio Ed Gein.
Gli agenti decisero quindi di recarsi alla sua fattoria per interrogarlo.
Quella visita avrebbe portato a una delle scoperte più scioccanti nella storia del crimine americano.
La scoperta della casa degli orrori di Ed Gein
La fattoria di Ed Gein si trovava in una zona isolata, circondata da campi e boschi. Quando gli investigatori entrarono nella proprietà, iniziarono immediatamente a percepire qualcosa di strano.
Nel capanno dietro la casa trovarono il corpo di Bernice Worden appeso a testa in giù, come una carcassa di animale.
Ma ciò che trovarono all’interno dell’abitazione fu ancora più sconvolgente.
Gli agenti scoprirono oggetti realizzati con parti di cadaveri umani: teschi usati come ciotole, sedie rivestite di pelle umana, maschere fatte con volti umani e vari oggetti domestici costruiti con resti anatomici.
Molti dei materiali provenivano da cadaveri dissotterrati nei cimiteri locali.
La casa sembrava una sorta di laboratorio macabro.
Gli investigatori descrissero la scena come una vera casa degli orrori, una scoperta che lasciò sconvolti perfino i poliziotti più esperti.
Le confessioni di Ed Gein
Dopo l’arresto, Ed Gein confessò l’omicidio di Bernice Worden e quello di Mary Hogan.
Raccontò anche di aver passato anni a dissotterrare cadaveri nei cimiteri della zona durante la notte. Portava i resti nella sua casa e li utilizzava per costruire oggetti macabri.
Secondo le sue dichiarazioni, l’ossessione principale era legata alla figura della madre.
Gein affermò di voler creare una sorta di “abito” fatto di pelle femminile per poter diventare simbolicamente la madre stessa.
Questo elemento rende il caso di Ed Gein molto diverso da quello dei serial killer più classici.
A differenza di assassini come Dennis Rader, noto come BTK, o Rodney Alcala, che uccidevano ripetutamente seguendo schemi predatori, Ed Gein sembrava guidato soprattutto da una profonda ossessione psicologica legata alla morte e alla figura materna.
I film horror ispirati a Ed Gein
La storia di Ed Gein ebbe un impatto enorme sulla cultura popolare.
Molti dei dettagli emersi dalle indagini finirono per ispirare personaggi e storie di alcuni dei film horror più famosi della storia.
Il rapporto morboso con la madre influenzò direttamente il personaggio di Norman Bates nel film Psycho di Alfred Hitchcock.
L’idea della maschera di pelle e dell’aspetto mostruoso influenzò invece il personaggio di Leatherface nel film The Texas Chain Saw Massacre.
Anche il personaggio di Buffalo Bill nel film Il silenzio degli innocenti presenta diversi elementi chiaramente ispirati al caso Gein, in particolare l’ossessione per la pelle umana.
Per questo motivo Ed Gein è spesso considerato una delle figure che più hanno influenzato l’immaginario dell’horror moderno.
Il processo e il destino finale di Ed Gein
Durante il processo gli psichiatri stabilirono che Ed Gein soffriva di gravi disturbi mentali.
Fu dichiarato incapace di intendere e di volere e internato in un ospedale psichiatrico criminale del Wisconsin.
Per anni rimase sotto osservazione nelle strutture psichiatriche statali.
Nel 1968 fu dichiarato legalmente sano abbastanza da poter affrontare un processo, ma venne comunque giudicato non imputabile per infermità mentale.
Trascorse il resto della sua vita in ospedali psichiatrici.
Ed Gein morì nel 1984 all’età di 77 anni.
Perché il caso di Ed Gein è diventato una leggenda del true crime
Il caso di Ed Gein continua a essere studiato e raccontato ancora oggi.
Non solo per la brutalità delle scoperte fatte nella sua casa, ma anche per l’impatto che la vicenda ha avuto sulla cultura popolare e sul cinema horror.
La storia di Gein dimostra come alcuni casi criminali possano influenzare profondamente l’immaginario collettivo.
Ancora oggi il suo nome viene spesso citato accanto ad altri criminali che hanno segnato la storia del crimine moderno, come BTK o Rodney Alcala.
Ed Gein non è stato il serial killer più prolifico della storia, ma ciò che la polizia trovò nella sua casa nel Wisconsin rimane una delle scoperte più disturbanti mai documentate.
Per questo motivo la sua vicenda continua a essere considerata uno dei capitoli più oscuri del true crime americano.
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